Il mio intervento in aula sulla manovra
21 dicembre, 2011 in Attualità politica
La crisi economica e finanziaria che, soprattutto dal 2008, attanaglia l’Europa e buona parte del mondo occidentale possiamo ormai dire essere una crisi “sistemica”, e non “ciclica”, forse anche espressione di una decadenza apparentemente irreversibile del capitalismo, che abbiamo fin qui conosciuto. E in questa situazione è forse il momento di interrogarsi sui diritti sociali, che sembravano una conquista certa del secolo scorso nel vecchio continente. Nell’ordinamento europeo tali diritti sono stati prima ignorati e, poi, riconosciuti molto lentamente e solo per gradi. I diritti sociali sono l’emblema dell’imperfezione del lungo processo di integrazione europea di cui oggi tutti parlano. Infatti, se l’Unione è stata in grado di operare un’ampia redistribuzione “territoriale” di aiuti finanziari, non è ancora riuscita a costruire un vero sistema di attribuzione “individuale” di diritti sociali. E vi è un elemento che più di altri ci dà il senso di questa imperfezione nel processo di integrazione: l’adozione di una moneta unica senza una vera politica economico-finanziaria e fiscale comune, che fa sì che si abbiano conseguenze gravi sulla “sostenibilità” per tutti proprio dei diritti sociali.
Nei singoli ordinamenti costituzionali, compreso il nostro, non v’era dubbio che fossero sociali i diritti al lavoro, alla previdenza, all’assistenza, ma ormai sono riconosciuti sicuramente come tali anche i diritti di istruzione, educazione, formazione professionale. Si è assistito così nel tempo ad un fenomeno paradossale: da un lato l’allargamento dell’idea dei diritti sociali; dall’altro, l’opposta e inevitabile mancata attuazione degli stessi, soprattutto nei momenti di difficoltà economica. Gli effetti della crisi economica e finanziaria mondiale, infatti, sono ovviamente percepiti molto di più dai già poveri, destinati a vedersi peggiorare il loro status, che dai ricchi, appena scalfiti dagli svantaggi, viste le grandi risorse di cui, comunque, già disponevano.
