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	<title>Il Blog di Patrizia Bugnano</title>
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		<title>L&#8217;amianto killer</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 14:26:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patriziabugnano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività politica]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alitalia]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; di questi giorni il deposito delle motivazioni della sentenza del Tribunale di Torino sul caso del gruppo industriale &#8220;Eternit&#8221;. L&#8217;eternit, noto anche come cemento-amianto o fibrocemento, è una miscela di cemento ed amianto nel rapporto di 6:1 che, se opportunamente trattata, si presta alla produzione di svariati manufatti. Fin dagli anni Trenta venne stretta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; di questi giorni il deposito delle motivazioni della sentenza del Tribunale di Torino sul caso del gruppo industriale &#8220;Eternit&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;eternit, noto anche come cemento-amianto o fibrocemento, è una miscela di cemento ed amianto nel rapporto di 6:1 che, se opportunamente trattata, si presta alla produzione di svariati manufatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin dagli anni Trenta venne stretta un&#8217;intesa per il controllo del mercato mondiale dell&#8217;amianto tra tre società: la Saiac Ag, ossia il cartello europeo, la Turner &amp; Newall Limited del Regno Unito e la Johns-Manville Corporation degli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1962 la Commissione della Comunità economica europea emana la Raccomandazione n. 2188 con la quale si invitavano gli Stati membri ad adottare una lista europea di malattie professionali con la previsione dell&#8217;asbestosi. Tale raccomandazione è stata di fatto disattesa dall&#8217;Italia fino al 1975, anno in cui il tumore polmonare, considerato quale complicanza dell&#8217;asbestosi, verrà inserito dall&#8217;istituto assicuratore fra le malattie indennizzabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Sin dal 1972 la pericolosità dell&#8217;amianto iniziava ad essere percepita non solo dai tecnici, ma anche dalla stampa e dai cittadini. Questa crescente diversa sensibilità fu resa manifesta da un articolo che comparve negli Stati Uniti il 21 gennaio 1973  sul supplemento domenicale del New York Times; nell&#8217;articolo si faceva diretto riferimento alle malattie amianto-correlate, alla lunga latenza del mesotelioma, all&#8217;assenza di una cura, alla possibilità di essere colpiti da una malattia anche per brevi esposizioni, all&#8217;aumento del rischio collegato ad un&#8217;esposizione prolungata nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-990"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Solo con l&#8217;emanazione del decreto legislativo 277/91 e delle successive modifiche intervenute entrano a far parte dell&#8217;ordinamento giuridico italiano i valori limite soglia ponderati, così come previsti dalla direttiva CEE n. 47750 del 1983 relativa alla protezione dei lavoratori dai rischi connessi con l&#8217;esposizione all&#8217;amianto. Solo alla fine della X legislatura fu finalmente approvata la legge 27 marzo 1992, n. 257. Con questo atto si giungeva finalmente alla cessazione delle produzioni contenenti amianto e si stabiliva inoltre che, a parziale compensazione del danno subito, i lavoratori esposti all’amianto potessero andare in pensione prima del pre­visto a causa della aspettativa di vita signi­ficativamente inferiore alla media.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel processo Eternit gli imputati sono stati tratti a giudizio e condannati per omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e disastro doloso.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno degli aspetti più importanti della sentenza riguarda il riconoscimento di posizioni tutelabili per i residenti dei Comuni di Cavagnolo e Casale Monferrato non esposti professionalmente, ma pure affetti da mesotelioma pleurico ed il riconoscimento del danno da esposizione, ovvero il danno ricollegabile al timore dei residenti nei comuni medesimi, attualmente sani, di contrarre in ragione dell&#8217;esposizione ambientale ad amianto una patologia asbesto-correlata. </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia dei Valori da tempo si sta occupando in modo significativo delle problematiche connesse agli infortuni sul lavoro ed, in particolare, al tema dell&#8217;esposizione all&#8217;amianto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il disegno di legge A.S. 2573 del 2011 dà all’articolo 1 una defini­zione dei lavoratori esposti ed ex esposti e dei cittadini esposti ed ex esposti all’a­mianto, considerando dunque come persone a rischio anche coloro che, pur non manipolando l’amianto, ne sono venuti a contatto per motivi abitativi, familiari o ambientali.</p>
<p style="text-align: justify;">L’articolo 2 prevede, con una formula­zione delle norme che si ritiene più chiara e idonea, la conferma dell’istituzione, presso l’INAIL, del Fondo per le vittime dell’a­mianto, finalizzato all’erogazione di una pre­stazione economica aggiuntiva alla rendita diretta o alla liquidazione della rendita ai su­perstiti. Il finanziamento del Fondo è ora a carico, per tre quarti, del bilancio dello Stato e, per un quarto, delle imprese, responsabili della mancata realizzazione della anagrafe dei lavoratori esposti, della scarsa attività di vigilanza sia nei confronti dei lavoratori che dei cittadini e, più in generale, di una grave situazione di inquinamento ambientale che causa migliaia di decessi.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217;  inoltre necessario e doveroso prevedere una forma di risarcimento soprattutto per quei lavoratori che, ai sensi della legge n. 257 del 1992, non hanno avuto il ricono­scimento di alcun beneficio previdenziale. Occorre ricordare, infatti, che, sulla base di quanto disposto dalla suddetta legge, possono accedere ai benefici previdenziali solo quei lavoratori che, presentata la domanda all’INAIL (e, in seguito alle modifiche apportate alla legge, anche all’Istituto di previdenza per il settore marittimo – IPSEMA), otten­gono la certificazione del riconoscimento di esposizione all’amianto per un periodo supe­riore ai dieci anni. Si prevede inoltre che i benefici previden­ziali di cui all’articolo 47 si applichino anche ai lavoratori che siano stati esposti all’a­mianto per un periodo inferiore ai dieci anni con le seguenti modalità:</p>
<p style="text-align: justify;">1)   il coefficiente moltiplicatore si ap­plica nella misura di 1,15 fino a cinque anni di esposizione;</p>
<p style="text-align: justify;">2)   il coefficiente moltiplicatore si ap­plica nella misura di 1,25 dai cinque ai dieci anni di esposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, si prevede che il coefficiente mol­tiplicatore si applichi nella misura di 1,50 ol­tre i dieci anni di esposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso articolo prevede altresì la riaper­tura dei termini per presentare le domande ai fini del riconoscimento dei benefici previ­denziali. Infatti, dopo la scadenza del 15 giu­gno 2005 – termine ultimo previsto dal comma 5 dell’articolo 47 del decreto-legge n. 269 del 2003 – sono state presentate oltre 60.000 ulteriori domande. Il termine viene qui prorogato ai sei mesi successivi alla data di entrata in vigore della nuova norma­tiva. Inoltre a questo proposito si introduce un&#8217;importante distinzione tra i lavoratori ex esposti e quelli esposti: per i primi è pre­vista la riapertura dei termini, mentre per i secondi non è previsto alcun termine, dando così ad essi l’opportunità di presentare la do­manda in qualsiasi momento.</p>
<p style="text-align: justify;">L’articolo 5 prevede l’assistenza legale gratuita per i lavoratori e i cittadini esposti ed ex esposti. </p>
<p style="text-align: justify;">Il disegno di legge A.S. 3298 del 2012 prevede l&#8217;istituzione di una Procura nazionale contro gli infortuni sul lavoro che è stata avanzata, oltre che anche da molte associazioni dei familiari delle vittime, dagli operatori del settore e, in particolare, dai magistrati di Torino che, in questi ultimi mesi, hanno portato a conclusione i processi per il rogo alla Thyssen e per i decessi causati dall&#8217;amianto (processo Eternit), sulla base del presupposto che le indagini sulle cause degli infortuni richiedono il coordinamento tra diverse specializzazioni, professionalità e diversi livelli di competenza, tali da far compiere al faticoso lavoro di prevenzione e contrasto meritoriamente portato avanti in questi anni, il necessario salto di qualità. In più di un&#8217;occasione si è levato alto il monito del Presidente della Repubblica, che, nel ribadire l&#8217;inaccettabilità degli infortuni sul lavoro e delle morti bianche, ha richiamato le forze di Governo ad un maggiore impegno per dare concretezza a forme più adeguate di tutela, in modo da assumere tutte le misure necessarie per assicurare il rispetto delle norme poste a garanzia della vita e dell&#8217;integrità fisica dei lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Già oggi, alcune delle maggiori procure hanno individuato sezioni specializzate, che peraltro incontrano anche i limiti posti dall&#8217;ordinamento giudiziario sulla permanenza nella medesima sede dopo un determinato numero di anni. A tale problematica specifica si propone di porre rimedio il disegno di legge A.S. 3154 recante una modifica dell&#8217;articolo 19 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, in materia di prolungamento degli incarichi di taluni magistrati specializzati. E&#8217; necessaria una diversa e più efficace organizzazione giudiziaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il  disegno di legge individua, a tale proposito, una Procura della Repubblica specializzata e con competenza estesa a tutto il territorio nazionale in grado di affrontare efficacemente le ipotesi di reato di maggiore gravità. Solo in tal modo sarebbero possibili indagini più rapide sfruttando le nuove e più sofisticate metodologie investigative e processuali, azioni sistematiche ed organiche di prevenzione, valutando l&#8217;eziologia professionale di importanti patologie su tutto il territorio nazionale e superando la frammentazione organizzativa attuale sul territorio che vede, ad esempio, rari rapporti tra procure ed Inail.</p>
<p style="text-align: justify;">Una visione unitaria e coordinata del fenomeno ne consentirebbe un più efficace contrasto, favorendo anche l&#8217;apertura di scenari giudiziari finora inesplorati nel settore della sicurezza sul lavoro (le ipotesi di disastro, il delitto di omissione di cautele antinfortunistiche) e, soprattutto, offrendo un punto di riferimento ai tanti organi di vigilanza che operano in questo campo. Il che consentirebbe anche una applicazione più estesa della responsabilità amministrativa e delle relative sanzioni, anche interdittive. Un simile organo, potrebbe inoltre più agevolmente interloquire con le autorità giudiziarie di altri Paesi nei casi di maggiore complessità. Modelli europei per una procura nazionale non mancano, a cominciare dall&#8217;esperienza francese del Pôle de la santé.  </p>
<p style="text-align: justify;">Il caso amianto sugli aeromoboli  MD80 nel 2012</p>
<p style="text-align: justify;">Con Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07375 seguito da due esposti presentati alla Procura della Repubblica di Torino &#8211; al Dott. Guariniello &#8211; e alla Procura della Repubblica di Roma, si è voluto attenzionare il tema dell&#8217;amianto presente sugli aeromobili MD80 e l&#8217;evoluzione dell&#8217;esposizione all&#8217;amianto dei dipendenti della compagnia di bandiera.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esposti sono stati sottoscritti oltre che dalla sottoscritta anche da alcune sigle sindacali tra cui AVIA (assistenti di volo italiani associati), UP (Unione Piloti), IPA (Italian Pilots Association), USB TRASPORTI, FAST CONFSAL.</p>
<p style="text-align: justify;">La preoccupazione nasce &#8211; da quanto è dato conoscere &#8211; da quanto trovato durante le fasi di smontaggio di alcuni aerei dell&#8217;ex compagnia di bandiera Alitalia che si trovavano sui piazzali di Fiumicino dai tecnici che se ne sono occupati.</p>
<p style="text-align: justify;">A bordo degli aerei e in alcune componenti meccaniche e strutturali sarebbero state trovate quantità di amianto tali da richiedere il fermo delle operazioni, in attesa delle operazioni di bonifica, così come previsto dalla normativa in materia, per poi procedere alla rimozione in sicurezza delle componenti d&#8217;amianto, fino al loro completo smaltimento in discarica.</p>
<p style="text-align: justify;">In più, dal 1992, anno della cessazione dell&#8217;impiego dell&#8217;amianto in Italia, risulterebbe che le case costruttrici di aerei hanno segnalato alla compagnia di bandiera la presenza di amianto in alcune parti meccaniche, con l&#8217;invito ad una loro rapida sostituzione, ma non si hanno a tutt&#8217;oggi notizie di certificazioni Alitalia che attesterebbero la totale bonifica dell&#8217;amianto dagli aerei, preferendo negli anni Alitalia procedere con la sostituzione delle diverse componenti secondo la loro naturale scadenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Alitalia non ha mai richiesto l&#8217;applicazione per i propri dipendenti dei benefici previsti dalla legge per i lavoratori esposti all&#8217;amianto, nonostante si siano verificati decessi tra il personale per mesotelioma pleurico e nonostante recenti controlli sanitari sul personale aeroportuale e di volo registrino tassi di mesotelina fuori norma, superiori agli standard consentiti, perché non ci siano rischi per la salute.</p>
<p style="text-align: justify;">I  controlli sugli aeromobili che vengono effettuati dal personale di volo e dal personale di terra tecnico che hanno la durata di circa un&#8217;ora prima di ogni volo, 50 minuti durante il transito degli aeromobili e 50 minuti al termine del volo o serie di voli, l&#8217;amianto contenuto nelle parti meccaniche, come per esempio nel sistema frenante, che è stato per anni disperso dagli aerei, durante le frenate d&#8217;atterraggio su piste e raccordi, con un conseguente inquinamento del sedime aeroportuale e che finivano poi nell&#8217;aria aspirata dai motori sulle piste di decollo, aria riciclata e respirata da tutti, personale navigante e passeggeri sono elementi che ci portano ad ipotizzare un&#8217;esposizione all&#8217;amianto significativa dei dipendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per non parlare poi delle relazioni dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità  dalle quali emerge il possibile contributo del rilascio da tutti gli oggetti e materiali contenenti amianto presenti in passato all&#8217;interno degli aerei (coibentazioni, guarnizioni di vario tipo, materiali di isolamento, parti dell&#8217;impianto di condizionamento, dispositivi di protezione individuale) e delle recenti sentenze di svariati Tribunali del Lavoro che recentemente hanno riconosciuto agli ex lavoratori Alitalia, accertata la loro alta esposizione alle fibre di amianto, i benefici di cui all&#8217;articolo 13 della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, e quindi il diritto alla rivalutazione della posizione pensionistica<em>.</em></p>
<p><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=G9ztMVicB1A&amp;feature=player_embedded#!">Video</a></span></span></p>
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		<title>Eternit. Sen. Bugnano (IdV). Giustizia è stata fatta.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 15:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patriziabugnano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Eternit]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Giustizia è stata fatta. Dalla sentenza emerge un quadro di gravi ed evidenti carenze preventive, sia collettive che individuali, con riferimento all&#8217;esposizione dei lavoratori alle fibre di amianto in tutti gli stabilimenti di Eternit spa oggetto di imputazione. In seguito alle sempre più pressanti rivendicazioni sindacali in tema di sicurezza, da parte della multinazionale c&#8217;è stato solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Giustizia è stata fatta. Dalla sentenza emerge un quadro di gravi ed evidenti carenze preventive, sia collettive che individuali, con riferimento all&#8217;esposizione dei lavoratori alle fibre di amianto in tutti gli stabilimenti di Eternit spa oggetto di imputazione. In seguito alle sempre più pressanti rivendicazioni sindacali in tema di sicurezza, da parte della multinazionale c&#8217;è stato solo un miglioramento modesto e secondo tempistiche inaccettabili delle condizioni lavorative. E&#8217; impressionante come le risultanze processuali dimostrino anche un forte inquinamento esterno alle fabbriche e la contaminazione dell&#8217;ambiente circostante. Questa decisione non restituirà certo le vittime ai propri familiari, tuttavia si tratta di un importante riconoscimento della bontà di quelle lotte che tanti dipendenti Eternit hanno fatto negli anni per denunciare quanto stava accadendo negli stabilimenti della morte. Ora la sentenza sia da impulso a nuove politiche per la sicurezza sul lavoro. L&#8217;Italia dei Valori, che ha presentato numerosi provvedimenti legislativi in materia, continuerà ad impegnarsi per tutelare la salute dei lavoratori e per rendere attivo un Fondo per le vittime dell&#8217;amianto.</p>
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		<title>Energia. Sen. Bugnano (IdV). Passera assente al Senato, una vergogna</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 11:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patriziabugnano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Passera]]></category>

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		<description><![CDATA[In Senato stiamo discutendo di decisioni strategiche per il futuro del Paese, ma gli esponenti del Governo passano il loro tempo al telefono, facendo finta di prestare attenzione tra una chiacchierata e l&#8217;altra. Per giunta, mentre l&#8217;intero ramo del Parlamento affronta il tema delle energie rinnovabili, il Ministro dello Sviluppo economico non si degna neppure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In Senato stiamo discutendo di decisioni strategiche per il futuro del Paese, ma gli esponenti del Governo passano il loro tempo al telefono, facendo finta di prestare attenzione tra una chiacchierata e l&#8217;altra. Per giunta, mentre l&#8217;intero ramo del Parlamento affronta il tema delle energie rinnovabili, il Ministro dello Sviluppo economico non si degna neppure di venire in Aula. È una vergogna. Chiediamo di rinviare la discussione delle mozioni in attesa che il Ministro Passera si decida a dedicarci il suo tempo prezioso, anziché limitarsi a partecipare alle trasmissioni televisive. Il settore delle fonti rinnovabili è in ginocchio, perché non si riescono ad assumere decisioni di politica nazionale. Il Governo restituisca dignità alle istituzioni e abbia rispetto del lavoro dei parlamentari.</p>
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		<title>La Cassazione si confronta con la questione del matrimonio omosessuale (Cassazione I Sezione civile 15/03/2012, n. 4184)</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:40:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patriziabugnano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[CEDU]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio omosessuale]]></category>

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		<description><![CDATA[La vicenda che giunge all&#8217;esame della Suprema Corte di Cassazione riguarda due cittadini italiani che avevano contratto matrimonio in Olanda il 1° giugno 2002 e che, trasferitisi in Italia dove risiedevano, avevano richiesto al Sindaco la trascrizione dell&#8217;atto di matrimonio. Il Sindaco in data 11 agosto 2004 rifiutava la trascrizione dell&#8217;atto di matrimonio celebrato all&#8217;estero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.patriziabugnano.it/wp-content/uploads/2012/05/Bacio-gay.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-970" title="Bacio gay" src="http://www.patriziabugnano.it/wp-content/uploads/2012/05/Bacio-gay-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La vicenda che giunge all&#8217;esame della Suprema Corte di Cassazione riguarda due cittadini italiani che avevano contratto matrimonio in Olanda il 1° giugno 2002 e che, trasferitisi in Italia dove risiedevano, avevano richiesto al Sindaco la trascrizione dell&#8217;atto di matrimonio. Il Sindaco in data 11 agosto 2004 rifiutava la trascrizione dell&#8217;atto di matrimonio celebrato all&#8217;estero in quanto contrario all&#8217;ordine pubblico. I due cittadini si erano allora rivolti, dapprima, al Tribunale competente, che aveva rigettato il ricorso e, successivamente, alla Corte di Appello. Con un&#8217;articolata motivazione anche la Corte d&#8217;Appello negava la possibilità di trascrivere l&#8217;atto di matrimonio tra i due ricorrenti, in quanto, al di là di altre ragioni, esso non possedeva &#8220;uno dei requisiti essenziali per la sua configurabilità come matrimonio nell&#8217;ordinamento interno&#8221;, ovvero il diverso sesso dei due coniugi. I ricorrenti hanno, infine, proposto ricorso in Cassazione contro il decreto della Corte d&#8217;Appello.</p>
<p>Nella decisione esaminata anche la Cassazione sviluppa una motivazione ricca ed estesa, con numerosi riferimenti alla normativa e alla giurisprudenza sovranazionale, pervenendo, comunque, al diniego della trascrizione dell&#8217;atto di matrimonio, pur se per ragioni diverse da quelle dei due precedenti giudici. Tuttavia, si ha la sensazione che la complessa costruzione argomentativa della Corte risulti sovradimensionata rispetto alla decisione poi assunta, con un richiamo talora ripetitivo e quasi monotono alla decisione della Corte CEDU nel caso Schalk e Kopf/Austria del 24 giugno 2010, dalla quale il supremo giudice sembrerebbe voler trarre conseguenze &#8220;epocali&#8221;, che però non trovano un riscontro ben definito nella sentenza.</p>
<p><span id="more-969"></span></p>
<p>La Corte procede innanzitutto alla precisa configurazione dell&#8217;oggetto della questione: se cioè due cittadini italiani di eguale sesso, che hanno contratto matrimonio all&#8217;estero, abbiano o meno il diritto di ottenere la trascrizione del relativo atto nel registro di stato civile italiano. Alla base vi è, però, la ben più centrale e decisiva questione dell&#8217;esistenza di un diritto fondamentale a contrarre matrimonio per persone di sesso uguale, così come per quelle di sesso diverso. Per potere dare soluzione alla vicenda la Corte si profonde in una minuziosa ricostruzione del quadro normativo vigente, richiamando anche la propria precedente Giurisprudenza in materia di matrimoni civili di cittadini italiani celebrati all&#8217;estero e giungendo alla conclusione che la trascrizione dell&#8217;atto di matrimonio &#8220;ha natura non costitutiva ma meramente certificativa&#8221; e ha &#8220;funzione di pubblicità di un atto di per sé valido sulla base del principio <em>locus regit actum&#8221;. </em>A margine di ciò si pone però l&#8217;affermazione che la diversità di sesso tra i due soggetti costituisce &#8220;requisito minimo indispensabile per la stessa «esistenza» del matrimonio come atto civile giuridicamente rilevante&#8221;. Tale diversità è per la Corte addirittura &#8220;postulato implicito&#8221; su cui si fonda l&#8217;istituto matrimoniale, confermato anche dalla sentenza della Corte costituzionale n. 138 del 2010, ma è anche criterio per la &#8220;identificabilità giuridica dell&#8217;atto di matrimonio&#8221;, la cui assenza dà luogo non all&#8217;invalidità dello stesso, ma alla sua &#8220;inesistenza&#8221;.</p>
<p>Da qui i due ricorrenti non sono titolari di un diritto alla trascrizione nel registro di stato civile italiano dell&#8217;atto di matrimonio celebrato all&#8217;estero, ma non perché esso è contrario all&#8217;ordine pubblico, ma perché &#8220;non è riconoscibile come atto di matrimonio nell&#8217;ordinamento giuridico italiano&#8221;. Fino a qui il ragionamento della Corte, sviluppato in modo semplice, lineare, conseguenziale: con chiarezza si dice che il matrimonio tra persone dello stesso sesso <em>non esiste </em>come tale nell&#8217;ordinamento italiano e, pertanto, due cittadini italiani dello stesso sesso, regolarmente coniugati in uno stato estero, non hanno diritto ad ottenere la trascrizione dell&#8217;atto di matrimonio nell&#8217;ordinamento italiano. Nelle pagine successive, tuttavia, il supremo giudice ritiene di dovere proseguire la propria argomentazione, avvitandosi, in considerazioni ed affermazioni doviziose e talora ridondanti, non però, come già evidenziato, decisive rispetto alla conclusione raggiunta.</p>
<p>E così sottolinea l&#8217;esigenza di un&#8217;interpretazione &#8220;profondamente evolutiva&#8221; dell&#8217;art. 12 della CEDU e dell&#8217;art. 9 della Carta dei diritti dell&#8217;Unione europea, alla quale si accosta un esteso richiamo della sentenza della Corte costituzionale n. 138 del 2010 ed all&#8217;assunto ivi raggiunto per cui le coppie omosessuali nell&#8217;ordinamento costituzionale italiano non hanno diritto al matrimonio, così come configurato dall&#8217;art. 29 della Costituzione, ma, costituendo una formazione sociale sulla base dell&#8217;art. 2 della Costituzione, devono essere tutelate attraverso la garanzia del diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, diritto la cui concretizzazione è affidata alle scelte del Parlamento, sotto il controllo di ragionevolezza del giudice costituzionale.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/karltra/3893995078/sizes/m/in/photostream/">Foto</a></p>
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		<title>De Tomaso. Sen. Bugnano (IdV). Errori da istituzioni e sindacati, ora Governo faccia la sua parte</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 15:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patriziabugnano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mai più casi De Tomaso. Questa vicenda è la rappresentazione plastica della necessità di rivedere le procedure per la concessione della CIG e dell&#8217;importanza, da parte delle istituzioni e dei sindacati, di vigilare attentamente prima di sostenere aziende che si rivelano degli assoluti flop industriali. Sono prima firmataria di un&#8217;interrogazione parlamentare sul caso De Tomaso, cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Mai più casi De Tomaso. Questa vicenda è la rappresentazione plastica della necessità di rivedere le procedure per la concessione della CIG e dell&#8217;importanza, da parte delle istituzioni e dei sindacati, di vigilare attentamente prima di sostenere aziende che si rivelano degli assoluti flop industriali. Sono prima firmataria di un&#8217;interrogazione parlamentare sul caso De Tomaso, cui è seguita l&#8217;audizione dell&#8217;assessore alle attività produttive della Regione Piemonte Claudia Porchietto. Mi chiedo come sia stato possibile avallare il piano industriale di Rossignolo, quando era chiaro sin da subito che si trattava di un progetto inesistente. Come riferito dall&#8217;assessore  Porchietto, al Tribunale di Livorno è stata presentata una richiesta di concordato preventivo, il che aumenta il sospetto che il fondo TFR sia già stato speso dall&#8217;azienda. Un disastro su tutta la linea. Tuttavia, per quanto riguarda il futuro dei lavoratori, si prospettano possibili interlocuzioni fra società italiane e competitor stranieri del settore auto. L&#8217;impianto di Grugliasco potrebbe essere un sito produttivo appetibile, ma è necessario che anche il Governo faccia la sua parte: attendiamo il Ministro Passera in Commissione per chiedergli nuovamente di assumersi questo impegno.</span></p>
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		<title>Pensioni. Sen. Bugnano (IdV). Abbiamo cancellato il regalo del Governo ai grandi manager</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 15:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patriziabugnano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[grandi manager]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie all&#8217;impegno dell&#8217;Italia dei Valori, l&#8217;Aula è riuscita a riprendere il suo ruolo e a votare l&#8217;emendamento che abbiamo presentato per sopprimere il comma 2 del decreto in esame, introdotto dal Governo per tutelare con urgenza le pensioni dei grandi manager di Stato. Uno schiaffo all&#8217;equità sociale. In un momento in cui abbiamo il grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Grazie all&#8217;impegno dell&#8217;Italia dei Valori, l&#8217;Aula è riuscita a riprendere il suo ruolo e a votare l&#8217;emendamento che abbiamo presentato per sopprimere il comma 2 del decreto in esame, introdotto dal Governo per tutelare con urgenza le pensioni dei grandi manager di Stato. Uno schiaffo all&#8217;equità sociale. In un momento in cui abbiamo il grande problema degli esodati e la riforma pensionistica del Ministro Fornero sta mettendo in grave difficoltà tantissimi italiani, la norma soppressa gridava vendetta. E&#8217; chiaro che senza ricorrere al voto di fiducia, l&#8217;Esecutivo è allo sbaraglio e non va da nessuna parte. La clamorosa sconfitta subita in Senato è la rappresentazione plastica del fatto che non ha più una maggioranza ed è meglio che tolga il disturbo.</p>
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		<title>L&#8217;etica nello sport</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 12:27:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patriziabugnano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività politica]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità politica]]></category>
		<category><![CDATA[Blatter]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio d'Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[In occasione della sessione plenaria dell&#8217;Assemblea parlamentare del Consiglio d&#8217;Europa (COE) durante il dibattito sulla risoluzione sull&#8217;etica nello sport sono rimasta particolarmente colpita dalle dichiarazioni provocatorie di Blatter, Presidente della FIFA in merito alla posizione di denuncia da parte dell&#8217;Assemblea parlamentare del Consiglio d&#8217;Europa nei confronti di coloro che favoriscono la corruzione nel mondo dello sport. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.patriziabugnano.it/wp-content/uploads/2012/04/Bandiera-Europa.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-945" title="Bandiera Europa" src="http://www.patriziabugnano.it/wp-content/uploads/2012/04/Bandiera-Europa-150x113.gif" alt="" width="150" height="113" /></a>In occasione della sessione plenaria dell&#8217;Assemblea parlamentare del Consiglio d&#8217;Europa (COE) durante il dibattito sulla risoluzione sull&#8217;etica nello sport sono rimasta particolarmente colpita dalle dichiarazioni provocatorie di Blatter, Presidente della FIFA in merito alla posizione di denuncia da parte dell&#8217;Assemblea parlamentare del Consiglio d&#8217;Europa nei confronti di coloro che favoriscono la corruzione nel mondo dello sport. Blatter ha invitato il Consiglio d&#8217;Europa ad interessarsi di altre questioni, perché evidentemente non ha gradito la volontà del COE di far luce sulla sua scorsa campagna elettorale per la presidenza della FIFA. Pare, infatti, che Blatter abbia approfittato della sua posizione istituzionale per ottenere voti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per contrastare la corruzione nello sport l&#8217;Assemblea parlamentare del Consiglio d&#8217;Europa ha approvato  a larga maggioranza (85 favorevoli, 2 contrari e un astenuto) il rapporto del popolare francese François Rochebloine. </p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-944"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Mi impegnerò in seno al COE perché la FIFA renda pubblici tutti i documenti giudiziari o privati che riguardano la fallita società svizzera beneficiaria di certe somme da parte della FIFA.</p>
<p style="text-align: justify;"> Il rapporto approvato ieri a Strasburgo contiene anche un insieme di suggerimenti sulla buona condotta di atleti e dirigenti, nonché sul buon governo dello sport, in modo che in breve tempo ci sia una nuova e più trasparente immagine del calcio.</p>
<p style="text-align: justify;"> In Italia l&#8217;attenzione e l&#8217;interesse per lo sport e per il calcio riscuotono un interesse crescente senza che però ci sia un dibattito politico serio sul ruolo che lo sport riveste nella società italiana e sull&#8217;etica dello sport. Lo sport non è infatti solo un appuntamento ludico, ma rappresenta un&#8217;industria &#8220;sui generis&#8221; con specifiche funzioni: economica, sociale, culturale, educativa, politica, comunicativa, sanitaria, psicologico, etico-giuridica.</p>
<p style="text-align: justify;">La funzione economica rimanda all&#8217;indotto che l&#8217;industria sportiva produce e al legame tra sport e turismo che crea posti di lavoro che contribuiscono al raggiungimento degli Obiettivi di Lisbona.</p>
<p style="text-align: justify;">La funzione sociale si riferisce alla capacità che ha lo sport di fare rete, di aggregare persone con sensibilità, cultura, esperienze e ceti sociali diverse, non annullando le individualità delle persone, ma canalizzandone le energie verso un obiettivo comune, favorendo l&#8217;inclusione sociale e l&#8217;armonizzazione delle idee.</p>
<p style="text-align: justify;">La funzione culturale dello sport è il connubio tra il gioco di squadra e la competitività, è quel sentirsi parte di una comunità sportiva volta ad un obiettivo comune.</p>
<p style="text-align: justify;">La funzione educativa mira alla trasmissione ed all&#8217;interiorizzazione di valori quali la solidarietà, il rispetto dell&#8217;altro, l&#8217;agire comune, il problem solving.</p>
<p style="text-align: justify;">La funzione politica dello sport è la creazione di strategie volte all&#8217;utilizzo ed alla valorizzazione del patrimonio e delle risorse comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">La funzione comunicativa dello sport riguarda le modalità di trasmissione di messaggi avente uno specifico contenuto valoriale.</p>
<p style="text-align: justify;">La funzione sanitaria dello sport riguarda l&#8217;importanza della salute delle persone e la ricerca dell&#8217;equilibrio psico-fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">La funzione psicologica dello sport afferisce alla sfera sia individuale che di gruppo: significa ovvero sia trovare il benessere psico-fisico come persona in sé e come individuo inserito in un particolare contesto.</p>
<p style="text-align: justify;">La funzione etico-giuridica attiene alla sfera valoriale e normativa, perché riguarda la condivisione di principi e valori ed il rispetto delle regole.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne &#8220;Il Libro bianco sullo sport&#8221; (2007) è contenuta un&#8217;affermazione di Pierre De Coubertin quale <em>Lo sport è parte del patrimonio di ogni uomo e di ogni donna e la sua assenza non potrà mai essere compensata. </em>Essa mette in rilievo l&#8217;importanza dello sport e la sua necessarietà. Da un&#8217;indagine Eurobarometro risulta che dal 2000 ad oggi più del 60% dei cittadini europei pratica attività sportiva regolarmente individualmente o in gruppo. Questo dato mette in luce che per più della metà dei cittadini europei lo sport è un&#8217;attività ricorrente.</p>
<p style="text-align: justify;">La Dichiarazione sullo Sport contenuta nel Trattato di Amsterdam del 1997 sottolinea il significato sociale dello sport, la sua capacità di forgiare l&#8217;identità delle persone. Ci si può spingere ad affermare che lo sport può rappresentare un modo di sentirsi più europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sport crea inclusione sociale, meccanismo che stimola la partecipazione alla cosa pubblica, alimenta la cittadinanza attiva, strumento fondante della democrazia. Educare allo sport sano e non violento è la manifestazione di una democrazia matura e consapevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Non permetterò a nessun Blatter di turno che si possa infangare l&#8217;immagine dello sport e delle persone che credono in esso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/12571729@N05/5702104339/sizes/o/in/photostream/">Foto</a></p>
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		<title>Riforme. Sen. Bugnano (IdV). Passare dalle parole ai fatti con il Senato federale</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 12:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patriziabugnano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[bicameralismo perfetto]]></category>
		<category><![CDATA[Senato federale]]></category>

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		<description><![CDATA[Le riforme, quelle vere, non possono più attendere. Se ne parla da anni, ma di fatti ne abbiamo visti davvero pochi. Adesso è necessario superare il bicameralismo perfetto con una nuova seconda Camera, il cosiddetto Senato federale, che sia organo rappresentativo delle autonomie locali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le riforme, quelle vere, non possono più attendere. Se ne parla da anni, ma di fatti ne abbiamo visti davvero pochi. Adesso è necessario superare il bicameralismo perfetto con una nuova seconda Camera, il cosiddetto Senato federale, che sia organo rappresentativo delle autonomie locali.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La tutela della libertà di espressione on-line e le insidie dell&#8217;accordo ACTA</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 12:25:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patriziabugnano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo ACTA]]></category>
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		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
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		<description><![CDATA[Durante la sessione plenaria dell&#8217;Assemblea parlamentare del Consiglio d&#8217;Europa ho ribadito in aula, nel corso del dibattito sull&#8217;applicazione dell&#8217;accordo ACTA anticontraffazione, la necessità di tutelare la libertà di espressione ed informazione su internet che fra l&#8217;altro è uno dei cardini della Convenzione europea dei diritti dell&#8217;uomo. Molti cittadini europei temono che l&#8217;accordo costituisca una minaccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.patriziabugnano.it/wp-content/uploads/2012/04/Libertà.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-950" title="Libertà" src="http://www.patriziabugnano.it/wp-content/uploads/2012/04/Libertà-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Durante la sessione plenaria dell&#8217;Assemblea parlamentare del Consiglio d&#8217;Europa ho ribadito in aula, nel corso del dibattito sull&#8217;applicazione dell&#8217;accordo ACTA anticontraffazione, la necessità di tutelare la libertà di espressione ed informazione su internet che fra l&#8217;altro è uno dei cardini della Convenzione europea dei diritti dell&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti cittadini europei temono che l&#8217;accordo costituisca una minaccia alla libertà di espressione on-line soprattutto per le responsabilità che si fanno gravare sugli internet provider. L&#8217;accordo rende le aziende che offrono accesso alla rete legalmente responsabili per ciò che fanno i loro utenti on-line non di fronte alla Magistratura nazionale, ma di fronte alle multinazionali titolari dei diritti d&#8217;autore con tutto quello che ne consegue in termini di stravolgimento delle regole del diritto. Anche l&#8217;Italia ha firmato l&#8217;ACTA che dovrà essere ratificato a giugno dal Parlamento europeo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-949"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) durante la 477° Sessione plenaria del 18 e 19 gennaio 2012 ha formulato un parere in merito alla «Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Un mercato unico dei diritti di proprietà intellettuale — Rafforzare la creatività e l&#8217;innovazione per permettere la creazione di crescita economica, di posti di lavoro e prodotti e servizi di prima qualità in Europa».</p>
<p style="text-align: justify;">Vedi <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2012:068:0028:0034:IT:PDF">http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2012:068:0028:0034:IT:PDF</a></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il CESE la dimensione umana e l&#8217;interesse pubblico devono formare parte integrante della strategia europea, cosa che le proposte e le analisi formulate sino ad ora secondo il CESE non promuovono e tutelano.</p>
<p style="text-align: justify;">Emerge dal parere del CESE che l&#8217;accordo ACTA non ha recepito le indicazioni e le osservazioni dell&#8217;OMPI, l&#8217;organizzazione mondiale che tutela la proprietà intellettuale. </p>
<p style="text-align: justify;">Dal momento che la Commissione europea si è resa conto che l&#8217;accordo ACTA non tiene conto delle recenti Convenzioni dell&#8217;OMPI, ha chiesto all&#8217;organizzazione internazionale di esaminare la questione della protezione delle basi dati in una conferenza da tenere prossimamente in vista di un trattato internazionale. L&#8217;Italia non può, nel frattempo, restare a guardare come al solito, ma deve invitare la Commissione europea ad intervenire affinché la libertà di espressione sia tutelata anche on-line.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/bizz0k0/2497032371/sizes/m/in/photostream/">Foto</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Giornata mondiale sulla sicurezza e sulla salute nei luoghi di lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 12:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patriziabugnano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica]]></category>
		<category><![CDATA[economia verde]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata mondiale]]></category>
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		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest’anno il 28 aprile si festeggierà la Giornata mondiale sulla sicurezza e sulla salute nei luoghi di lavoro, lanciata dall’Organizzazione mondiale sul lavoro (OIL)  e organizzata da OSHA che si occupa dell’iniziativa europea dal 2000. La celebrazione della Giornata mondiale della sicurezza e della salute sul lavoro costituisce parte integrante della Strategia globale sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.patriziabugnano.it/wp-content/uploads/2012/04/Economia-verde.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-931" title="Economia verde" src="http://www.patriziabugnano.it/wp-content/uploads/2012/04/Economia-verde-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Anche quest’anno il 28 aprile si festeggierà la Giornata mondiale sulla sicurezza e sulla salute nei luoghi di lavoro, lanciata dall’Organizzazione mondiale sul lavoro (OIL)  e organizzata da OSHA che si occupa dell’iniziativa europea dal 2000.</p>
<p style="text-align: justify;">La celebrazione della Giornata mondiale della sicurezza e della salute sul lavoro costituisce parte integrante della Strategia globale sulla sicurezza e la salute sul lavoro dell’OIL e promuove la creazione di una cultura globale di prevenzione nell’ambito della sicurezza e della salute con la partecipazione di tutte le parti interessate.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-930"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quest’anno l’iniziativa è </strong> dedicata al tema dei posti di lavoro verdi, i cosiddetti “green jobs”, al fine di promuovere la sicurezza e la salute nella “economia verde”.</p>
<p style="text-align: justify;"> I posti di lavoro “verdi” coprono ambiti di attività quali il lavoro in siti di produzione energetica senza carbonio, la produzione e l’installazione di pannelli solari, il riciclaggio dei rifiuti o, ancora, il lavoro in siti contaminati. I lavoratori possono essere esposti a una serie di rischi di vario genere: da quelli di tipo tradizionale come il rischio di caduta, ad esempio, durante l’installazione di turbine eoliche, fino a rischi ancora pressoché sconosciuti, quali l’esposizione a materiali nuovi, solo di recente introdotti nell’ambiente di lavoro. Poiché alcuni ambiti di lavoro sono nuovi, non tutte le aziende potrebbero disporre di sistemi adeguati di gestione della salute e della sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha poi lanciato una iniziativa molto importante &#8220;Lavorare insieme per la prevenzione dei rischi&#8221; che fa parte della campagna europea in corso &#8220;Ambienti di lavoro sani&#8221;, campagna che ha contribuito a promuovere miglioramenti significativi in materia di sicurezza e salute del lavoro in tutta l&#8217;Unione europea e oltre.</p>
<p style="text-align: justify;">La campagna ha due elementi principali: in primo luogo, essa incoraggia i manager a dar prova di leadership nella sicurezza curando la salute e la consultazione, impegnandosi e cercando di seguire le migliori strategie disponibili di prevenzione dei rischi; in secondo luogo, invita i lavoratori e i loro rappresentanti a condividere idee e a lavorare attivamente con i loro manager al fine di migliorare la sicurezza e la salute per tutti. Anche l’Italia dei Valori aderisce idealmente a questa iniziativa, perché la prevenzione del rischio deve essere l’obiettivo prioritario da perseguire in una seria politica di contrasto agli infortuni sul lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"> Sen. Patrizia Bugnano</p>
<p style="text-align: justify;">Dipartimento nazionale Idv Lavoro Welfare</p>
<p style="text-align: justify;">Sezione dipartimentale “Sicurezza ed infortuni sul lavoro”</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/pfmonteiro/5494463277/sizes/m/in/photostream/">Foto</a></p>
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