“Necessità corrente. Un piano energetico per l’Italia”. Ecco il programma dell’evento.

febbraio 21, 2012 in Appuntamenti, Attività politica

Il benessere delle persone, la competitività industriale e il funzionamento complessivo della società sono dipendenti da energia sicura, sostenibile e conveniente. L’UE si è impegnata a ridurre entro il 2050 le emissioni di gas serra all’80-95% .  

Occorre una visione strategica e un piano energetico pluriennale che agisca prioritariamente sulle rinnovabili e, con particolare efficacia, anche alla luce dei grandi benefici che, questo settore, come tutta la «green economy», può dare in termini di nuovi posti di lavoro, di crescita e di sviluppo produttivo del nostro Paese oltre che di salvaguardia ambientale.

Al Senato da diversi mesi è depositato un nostro disegno di legge che, da un lato riporta ad unità di azione tutti i protagonisti del Piano nazionale e dall’altro reca misure di immediata applicazione, dando così un primo contributo per il raggiungimento degli obiettivi posti dall’Unione europea del «Pacchetto energia-clima», vincolanti anche per il nostro Paese. Centrale nel ddl è l’emanazione di un Piano condiviso di cui siano attori tutti i livelli istituzionali e le imprese al fine di individuare le priorità per i prossimi anni in materia energetica nell’ambito del fabbisogno energetico del Paese. Continua a leggere →

Liberalizzazioni: un’occasione persa

febbraio 16, 2012 in Attualità politica

Da parlamentare di un partito liberale ho sempre reputato fondamentale introdurre le liberalizzazioni per favorire la concorrenza, la competitività e garantire servizi migliori a prezzi vantaggiosi. Il Governo ha perso un’occasione con questo provvedimento per una serie di ragioni: primo, il testo, diversamente dal discorso che ha pronunciato più volte il Presidente Monti sul fatto che il Governo, essendo tecnico, potesse operare liberamente pro tutti e non pro una parte, mira, invece, a tutelare gli interessi di una parte, violando il principio del bene comune; secondo, il provvedimento avrebbe dovuto essere partorito per scardinare il sistema dei grandi poteri, invece si è rivelato praticamente volto al mantenimento dello status quo, ovvero è stato diretto a colpire i soliti noti.

Vorrei ripercorrere per filo e per segno i  punti  più significativi del provvedimento:

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La Commissione parlamentare “morti bianche” audisce i procuratori Caselli e Guariniello

febbraio 15, 2012 in Attività politica, Attualità politica

Proprio dopo la sentenza “Eternit” di lunedì 13 febbraio u.s. che ha creato un precedente nella storia della giustizia italiana nell’ambito della sicurezza sul lavoro, perché restituisce giustizia sia ai familiari delle vittime d’amianto che alle persone che si sono ammalate di mesotelioma pleurico o di altre patologie amianto-correlate per contaminazione ambientale, la Commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette “morti bianche” ha deciso di audire oggi su mia proposta il Procuratore Capo della Repubblica di Torino Giancarlo Caselli e il Procuratore aggiunto della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello. La presenza dei due procuratori è stata stimolo di riflessione per tutti i membri della Commissione. Si è partiti dal tema della rotazione dei magistrati, prevista oggi dopo dieci anni, che aveva in passato probabilmente una sua ratio, ovvero quella di favorire la circolarità dei saperi e delle expertise e di evitare che potessero nascere rapporti privilegiati fra imprenditori e magistrati. Si è sottolineato poi che, dato l’elevato numero di infortuni sul lavoro, di cui ancora molti letali, emerge oggi l’esigenza di incentivare la specializzazione dei magistrati nell’ambito della sicurezza sul lavoro in modo da consentire indagini più mirate, dal momento che il settore della sicurezza riguarda sia la salute e la vita delle persone, sia le condizioni di lavoro che la tutela ed il rispetto dell’ambiente e del territorio. Continua a leggere →

"Necessità corrente. Un piano energetico per l’Italia". Ecco il programma dell’evento

febbraio 8, 2012 in Appuntamenti, Attualità politica

Partecipazione alla trasmissione “Madama Palazzo” su “La7D” sabato 4 febbraio alle ore 12.40 e domenica 5 febbraio alle ore 10.30

febbraio 3, 2012 in Appuntamenti

Care amiche e cari amici,

sarò presente alla trasmissione “Madama Palazzo” su “La7D” sabato 3 febbraio alle ore 12.40 e domenica 4 febbraio alle ore 10.30.

Buona visione!

Patrizia Bugnano

 

Ritardo della pubblica amministrazione nei pagamenti alle imprese

gennaio 20, 2012 in Attività politica

Nella seduta n. 660 dell’Assemblea è stata presentata la mia mozione sul ritardo della pubblica amministrazione nei pagamenti alle imprese. L’annosa questione relativa al ritardo della pubblica amministrazione nei pagamenti alle imprese sta pregiudicando le finanze delle imprese, soprattutto le PMI che rischiano di chiudere, pur essendo creditrici.

L’Unione europea ha più volte rimproverato l’Italia per non aver preso provvedimenti sanzionatori contro le pubbliche amministrazioni inadempienti. Quest’anno rischiamo di doverci accollare l’onere di una pesante sanzione europea per non aver rispettato i patti.

Già nella Relazione annuale del Presidente dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (AVCP) per l’anno 2009 erano state evidenziate le dimensioni del problema: “La questione (…) si pone in tutta la sua gravità soprattutto per le imprese che stipulano contratti con la Pubblica Amministrazione, le quali, in misura ancor più forte rispetto alle aziende che operano con committenze private, sono da sempre soggette al gravame di un onere aggiuntivo rappresentato dall’ulteriore costo che le stesse devono sostenere per far fronte al gap, spesso di proporzioni assai considerevoli, che si viene a determinare tra il momento della liquidazione dei costi gestionali e quello dell’incasso del corrispettivo pattuito; onere di cui ovviamente non si può non tener conto nella determinazione del prezzo offerto in sede di gara pubblica. (…) La conseguenza è che questo tipo di mercato finisce con il privilegiare le grandi imprese e colpisce, in maniera irreversibile, le piccole e medie imprese che rischiano, pertanto, di uscire definitivamente dal sistema. Il tutto, come è facile intuire, determina conseguenze di rilevante entità sulla concorrenza, falsando, in misura considerevole, il regolare andamento del mercato”.

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Sicurezza nei luoghi di lavoro: proposta di istituire una Procura nazionale ad hoc

gennaio 19, 2012 in Attività politica

La proposta di istituire una Procura nazionale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro nasce dall’esigenza di avere magistrati specializzati in un ambito fondamentale per la vita delle persone.

In occasione della relazione sulla giustizia del Ministro Severino, ho attirato l’attenzione del Ministro su un tema a me molto caro, il grave ed annoso problema degli infortuni sul lavoro e la necessità di pensare ad un’organizzazione giudiziaria che possa garantire interventi sistematici e coerenti su tutto il territorio nazionale.

Quale membro della Commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro ho potuto constatare quanto sia importante il lavoro della magistratura specializzata in questo settore non solo perché renda più agevole l’accertamento di eventuali reati commessi, ma perché il know-how acquisito svolge un ruolo importante anche per la formazione ed informazione sui luoghi di lavoro.

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In Piemonte il referendum regionale sulla caccia rischia di saltare

gennaio 11, 2012 in Attualità politica

Nel giorno in cui si attende la decisione della Consulta sul referendum elettorale anti-Porcellum, il cui esito auspichiamo essere positivo in modo da consentire ai cittadini di esprimersi attraverso quello che è il più nobile strumento di democrazia, la Lega in Piemonte sta mettendo in atto un vero e proprio attentato alla democrazia per quanto riguarda il referendum regionale sulla caccia.

Per un quarto di secolo, sin dal 1987, quando in Piemonte vennero raccolte circa 60.000 firme per abrogare alcuni articoli della legge regionale allora vigente sulla caccia, la 60/1979, si è impedito ai cittadini piemontesi di esprimere il proprio voto; poi, nel dicembre 2011, dopo un’estenuante battaglia legale portata avanti dal Comitato referendario, la Corte di Appello di Torino si è pronunciata in modo definitivo sulla legittimità del referendum. La situazione sembrava finalmente sbloccata e, quindi, teoricamente il referendum si sarebbe dovuto svolgere. Nel frattempo, alcune forze politiche, fra cui l’Italia dei Valori, hanno presentato in Regione una proposta di legge che, sostanzialmente, recepiva le istanze referendarie che – ricordiamo – non erano volte ad abrogare la caccia, ma ad ottenerne una rigorosa limitazione, riducendo il numero delle specie da cacciare a quattro (cinghiale, fagiano, lepre, minilepre) e vietando la caccia sul terreno innevato e la domenica.

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A Cassina de’ Pecchi si vuole staccare la spina

gennaio 9, 2012 in Attività politica, Attualità politica

Lo stabilimento di Cassina de’ Pecchi (Milano) nasce nel 1964 in seguito al trasferimento delle attività produttive della Marelli Lenkurt SpA di Sesto San Giovanni (Milano). Dal 1964 al 2007 la tipologia di attività effettuate dalla Marelli Lenkurt è sempre stata la produzione di ponti radio, ossia sistemi di trasmissione punto-punto per la telefonia e la televisione. Dal 1964 in poi si susseguono i cambi di ragione sociale: nel 1964 lo stabilimento diventa Società Generale di Telefonia ed Elettronica SpA; nel 1971 GTE Telecomunicazioni SpA; nel 1988 Siemens Telecomunicazioni SpA; nel 1996 Italtel SpA; nel novembre 1999 Siemens Information and Comunication network; nel luglio 2002 Siemens Mobile Communications SpA; nell’ottobre 2005 Siemens SpA e nel gennaio 2007 il ramo di azienda denominato “COM Carrier” viene trasferito in Siemens Networks SpA.

Nel 2007 il sito industriale Cassina de’ Pecchi occupa complessivamente circa 1.300 addetti, svolgendo attività su apparati di telecomunicazioni per ponti radio. I principali clienti sono localizzati quasi esclusivamente all’estero e le commesse di lavoro vengono sottoscritte in prevalenza con le istituzioni pubbliche. Pur facendo parte del settore delle telecomunicazioni in capo a Siemens, costituisce una realtà industriale completamente autonoma.

Dal 1° aprile 2007 Nokia Siemens Networks, attraverso cessioni di ramo d’azienda ha decimato gli organici in Italia: più di 2.000 dipendenti sono stati mandati via attraverso il ricorso ad esodi incentivati, esternalizzazioni e mobilità.

Dal 1° novembre 2007 la Nokia cede formalmente a Jabil Circuit la produzione dei ponti radio. Jabil conta circa 616 lavoratori, di cui 276 operanti presso lo stabilimento di Cassina de’ Pecchi (Milano) e 340 a Marcianise (Caserta);

Jabil è una società manifatturiera che produce per conto terzi in Italia dall’agosto 1998, nata dall’esternalizzazione della produzione di stampanti laser di Hewlett Packard a Stezzano (Bergamo). Nel 2001 viene acquisito il ramo d’azienda di Marconi a Marcianise (Caserta). La società Jabil inizia, dal novembre 2005, la produzione a Stezzano e poi a Mapello dei contatori elettronici per la società ENEL, nonché delle schede per connessione a Internet GSM/UMTS per OPTION Wireless Technology. In Italia, la società Jabil opera nel settore delle TLC con Nokia-Siemens, Ericsson, Marconi; ha contratti con Finmeccanica e Pirelli.

nel 2008, la Jabil Circuit Italia chiude il sito di Mapello (Bergamo), che occupava 280 lavoratori: 107 vengono distaccati nel sito di Cassina de’ Pecchi, 20 vengono messi in mobilità volontaria, 100 in cassa integrazione straordinaria e circa 50 vengono trasferiti nella nuova sede amministrativa di Bergamo. Il trasferimento si concretizza nell’agosto 2008, ma già nel mese di gennaio 2009 iniziano a sorgere i primi problemi occupazionali.

Nel mese di aprile 2010 l’azienda comunica ufficialmente alle rappresentanze sindacali, durante un incontro presso la sede ministeriale, che è in atto la cessione dei siti italiani e francesi. Jabil Circuit chiude gli stabilimenti europei – 2 in Francia, e 2 in Italia (Cassina de’ Pecchi e Marcianise) -, perché collocati in aree ritenute non più strategiche. ;

All’inizio di dicembre 2010 nel sito di Cassina de’ Pecchi terminano le settimane di cassa integrazione ordinaria e la direzione procede all’avvio alla procedura di cassa integrazione straordinaria.

Nel 2011 l’azienda non ha fondi per pagare i fornitori e i dipendenti e intende delocalizzare i processi produttivi e trasferirli in Ungheria.

Il management di Jabil ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Cassina de’ Pecchi a partire dalla giornata di lunedì 12 dicembre 2011, e cioè prima della scadenza del termine della procedura di messa in mobilità dei suoi 325 dipendenti. L’azienda ha comunicato ai suoi dipendenti la chiusura dello stabilimento prima dell’incontro tra la stessa azienda e i sindacati, convocato dalla Regione Lombardia per la giornata di martedì 13 dicembre 2011.

Per approfondimenti:

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=624503

L’auto di Pininfarina spa fa acqua da tutte le parti

gennaio 9, 2012 in Attività politica

Nel gennaio del 2010 la Pininfarina SpA, versando in grosse difficoltà economiche, decise di cedere il ramo della produzione dell’auto alla De Tomaso, allora di proprietà della famiglia Rossignolo, grazie ad un accordo tra il sindacato, la Regione Piemonte, la Pininfarina e gli stessi Rossignolo. Tale cessione interessava circa 1.100 dipendenti delle sedi di Cambiano (Torino), San Giorgio Canavese (Torino), Grugliasco (Torino) e Livorno. La De Tomaso iniziò la propria attività , portando a termine a dicembre 2010 due commesse d’auto prodotte da Pininfarina (Alfa Brera, Ford). A partire da quel momento la produzione si è arenata e i lavoratori in cassa integrazione a zero ore non hanno percepito nulla. Nonostante l’intervento del Prefetto di Torino attraverso un’intesa con l’INPS, la De Tomaso non ha a tutt’oggi rispettato i patti e non ha provveduto al versamento all’INPS delle quote del trattamento di fine rapporto (TFR) dei dipendenti.

L’azienda ha annunciato in varie occasioni l’entrata nella compagine societaria di un nuovo socio straniero che dovrebbe apportare capitali freschi, necessari alla produzione di una propria vettura, ma al momento nessuno è stato edotto sulla situazione.

Nonostante abbia ricevuto cospicui finanziamenti sia dalla Regione Piemonte (7,5 milioni di euro solo per l’innovazione e la ricerca) sia dalla Regione Toscana, la De Tomaso ha chiesto di poter accedere ad ulteriori risorse per proseguire l’attività e non attuare licenziamenti.

Per approfondimenti:

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=624485